Archivio mensile 13 Marzo 2022

DiAlessandro Corrado Baila

Altrove

Altrove 

Lunedì 7 marzo 2022 h 6:35 AM – ascoltando una lunga playlist di collaborazioni tra Harold Budd e Robin Guthrie

Ed eccola qui. È arrivata Nadja. Questa ragazza l’avevi già vista diverse volte in foto insieme al tuo amico Rocco, ma solo oggi è arrivato il momento di conoscervi e parlarvi di persona. Sicuramente molto diversa rispetto alle foto. Ecco che si accomoda e si ordina una Coca Cola, in realtà in un locale dove si bevono soprattutto aperitivi e bicchierini. Dunque, com’è Nadja? Nadja è proprio una persona che merita una pagina scritta. Di media altezza, vestita di colori freddi, soprattutto bianco e azzurro, con una borsa nera, i capelli chiari, raccolti sulla nuca. Chiari ha anche gli occhi, e la pelle addirittura chiarissima. Ha un aspetto morbido Nadja, anzi, soffice, come le sue guance, quasi come in una foto sfocata, come se i contorni del suo viso, delle sue mani e dei suoi vestiti si confondessero con l’aria e il mondo tutt’intorno. Parla di capelli bianchi, lei che deve ancora compiere 32 anni, questi maledetti capelli bianchi che si ritrova sempre sulla parte superiore della testa, mai uno che si riesca a nascondere dietro le orecchie! Mentre tu vai per i 40 e Rocco per i 42. “Sono una perfezionista”, dice lei, ma in realtà comunica spesso per sensazioni o stati d’animo. Parla di come si sente quest’anno, oppure sorseggia il suo drink. “Comunque da giovane altro che Coca Cola, una volta ero proprio una gorna”, continua. Anni sepolti, ma non dimenticati. E forse una nuova vita.

Prima del suo arrivo, avete parlato un po’ anche dell’ultima guerra scoppiata, che anche a migliaia di km di distanza non promette nulla di buono anche qui, anzi, in tutto il mondo. La domanda che vi siete posti più spesso è stata “Ma cosa facciamo se…?” Non appena arriva Nadja invece, si comincia a parlare di lavoro. E di traferirsi. Certo è domenica, ma per l’indomani la ragazza ha in programma un colloquio importante, che potrebbe portarla a vivere a Mestre. “A Mestre? Ma è un posto bruttissimo, invivibile!”, ribatte Rocco. “Beh, dipende dalla zona dove abiti”, risponde lei, che poi vi fa capire di voler andare via dal paese in provincia di Treviso dove abita già da qualche anno. Andare fuori dalle scatole. A questo punto, ti balena per la mente il titolo di un romanzo, che recita La vita è altrove.  Forse è questo che ha in mente Nadja. La vita, quella vera, è altrove, prima o poi è sempre un dover partire, sradicarsi, arrivare in un posto nuovo, iniziare una nuova fase della vita, ambientarsi, imparare una lingua nuova magari, lavorare. Poi, quando le radici si sono fatte di nuovo fin troppo profonde, staccarsi un’altra volta, ripartire e andare alla scoperta di altri pezzi di mondo. Che sia questo quello che ha voluto dirvi Nadja? Forse bisognerà riparlarne, perché, poco dopo aver consumato lentamente la sua Coca Cola, la giovane si alza e vi saluta, non senza che prima voi le abbiate fatto gli auguri per il colloquio di lavoro.

Allora, cosa dici? Cosa te ne pare di lei?”, ti chiede Rocco poco dopo. “Mi ricorda tanto la canzone La Donna d’Inverno, quella di Paolo Conte”, rispondi. “E a te? Che canzone ti ricorda?”, continui. “A me ricorda un certo pezzo di Murubutu”, ti risponde convinto Rocco.

[riferimento a Pentagramma dell’Acqua di Murubutu feat. Dia]

 

 

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