Voglia di silenzio

DiAlessandro Corrado Baila

Voglia di silenzio

Condividi con i tuoi amici

Voglia di silenzio 

Eccoci nella grande città. Enorme, anonima, tentacolare. Rumore di clacson a incroci congestionati, gente che ha fretta, gente che si droga di frenesia, perché di fermarsi ha quasi più paura che della morte. Ci si alza presto, un caffè, due parole, poi si va al lavoro. Si torna a casa che è già buio, magari dopo un paio di drink forti in qualche localaccio negli outskirts. La mattina dopo è tutto un rientrare nei propri schemi, come scimmie da laboratorio che si dimenano, rinchiuse in gabbie d’acciaio. Pioggia calda e battente, come in quel film del ’95 con Brad Pitt, Seven si chiama, no?

Si torna a casa magari ascoltando questo album distopico, classificato come stoner o anche doom metal. I piatti della batteria infuriano, mentre i bassi fanno tremare le pareti. Le fanno tremare, ma per chi? Nessuno sente, nessuno ascolta, tranne chi di notte non riesce più a chiudere occhio e vive tutta un’allucinazione rosso porpora dal crepuscolo all’alba, poi gialla quando il sole è alto, e infine digradante verso l’azzurro e poi il viola quando finalmente si fa di nuovo strada la sera.

Questo genere è nato tutto da Vol. 4 dei Black Sabbath”, ti dice l’amico che ti ha regalato questo CD stoner. Vol. 4, 1972, come no, trasportato però prima nel 2018 e poi in questo 2021. Il regalo lo hai ricevuto l’altro ieri, forse il giorno più freddo dell’anno. L’ennesimo giorno del tempo-non-tempo. Dopo il pranzo in trattoria, improvvisate pure un mini rave. Al gelo. Fortuna che alla fine ci scappa un caffè caldo. dei Can, Tago Mago, ma poi siete passate rapidamente ai Sepultura e infine a questo The Sciences degli Sleep.

Prima di improvvisare quel mini party abusivo, andate a bere un amaro in un bar di periferia. Dentro la televisione, ministri firmano i rispettivi incarichi per un altro governo presieduto da un banchiere. Storia o solo spettacolo? Fatto sta che non c’è l’audio, mentre in sottofondo la radio manda una specie di R&B di plastica, 100% finta, un po’ come una caramella gommosa che non si riesce mai a finire di masticare e impiastriccia i denti. Dai commenti degli avventori si capisce che continueremo a vivere, anche nonostante questo, come abbiamo sempre fatto. In un modo o nell’altro ce la faremo ad andare avanti.

Verso le otto di sera vi separate, fuori è sotto zero. Questione del coprifuoco per uno di voi. Poco dopo sei a casa anche tu.

Dopo un altro ascolto dall’inizio alla fine del CD degli Sleep, è tempo di qualche ascolto jazz che ti faccia sprofondare per bene nella sera di questo freddo sabato di febbraio. In A Silent Way di Miles Davis, per esempio. In testa però ti suona ancora la distopia quotidiana. Voglia di silenzio. Le voci discrete dei vicini che si preparano alla notte. Appena fuori da casa tua, una coppia passeggia con un gran cane tutto bianco, chiacchiera allegramente, tutto bene dai, e intanto beve la distopia goccia a goccia, pian piano, giorno dopo giorno.

La sera è il momento di tirare le fila. Che senso ha avuto questa tua giornata del 2021? Si può sapere? Tirare le fila, magari stando stesi a letto, in attesa di non si sa bene cosa, facendo finta di muovere burattini con le mani.

[dalla cartella “Diario del 2021” (work in progress); scritto ascoltando The Sciences degli Sleep (2018)]

Info sull'autore

Alessandro Corrado Baila administrator

Sono Alessandro Corrado Baila, uno scrittore, poeta e amante della musica. L’ascolto della musica come fonte di immagini è diventato una costante durante la scrittura. Attualmente sono disponibili per l'acquisto tre pubblicazioni.

Lascia una risposta

Questo sito utilizza cookies tecnici necessari per il suo funzionamento, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il traffico. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi