Solo un lampo notturno

Solo un lampo notturno

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Solo un lampo notturno 

Ma chi è quel ragazzo con la maglietta gialla e con quei bicipiti enormi? Sì, quello appoggiato alla spider rossa là, fuori dal pub irlandese. Che ore sono poi? Ah, sì, quasi le due. Ma chi è allora quel ragazzo? Non sarà mica il tuo amico Patrick? Ma che Patrick? L’ultima volta che hai visto Patrick sarà stato quattro o cinque anni fa e il tuo amico se ne andava in giro con il flaconcino di ansiolitici nel borsello. “Mi servono se sono in giro e mi viene l’ansia”, ti aveva detto quella volta. Certo che il tuo amico ha scalato proprio tutta la gerarchia che offre la notte in Veneto. Forse adesso non ha più tutti quei muscoli, ma mi sa che anche oggi beccarsi un pugno da lui è una botta da non riuscire più a rialzarsi. Come sta dunque Patrick? E suo figlio quanti anni ha? Forse quasi diciotto ormai. Eh sì, Patrick era proprio incontenibile certe volte, una notte d’estate vi siete fermati in un pub che stava per chiudere e lui invece ha ordinato trentacinque birre da mezzo litro in un colpo solo. I bicchieri però non bastavano e avete dovuto fare a turno. Che bella musica c’era in quel pub! E quanti brindisi sonori avete fatto! Solo che certe volte quando beveva Patrick diventava un’altra persona e alla prima occasione non si faceva problemi a menare le mani. Come quella volta con i poliziotti che gli hanno chiesto i documenti. Lui non li aveva perché indossava solo dei pantaloni senza tasche e una maglietta bianca. Non li aveva e basta. Così ti ha raccontato lui. Poi non si sa bene cosa sia successo, fatto sta che lui si è messo a menare i poliziotti a calci e pugni – soprattutto pugni – ma i poliziotti erano in due e a forza di botte e manganellate la sua bella maglietta bianca nuova si è imbevuta di sangue. Così ti ha raccontato lui quando sei andato a trovarlo nel reparto di Psichiatria. Gli avevano ordinato un TSO e le partite dei mondiali se le è viste in ospedale, in quegli ambienti insonorizzati. Stupidamente gli hai chiesto se di notte aveva sentito i clacson delle auto a festa.  Era il 2006 e Patrick aveva trent’anni giusti. Dopo aver salito a tempo di record tutta la gerarchia che offre la notte in Veneto, a trent’anni ha cominciato a ridiscenderla. Come tutti i politossicodipendenti, anche qui in Veneto Patrick è stato imbottito di medicine psichiatriche. Non beve più nemmeno una birra, forse perché prende anche qualcosa che lo fa star male appena fa un sorso.

Ma allora chi era quel ragazzo con la maglietta gialla e i bicipiti enormi, appoggiato alla spider rossa? Quel ragazzo che parlava con altri due tipi vestiti di tutto punto. Era Patrick? No, di sicuro non era lui. Porta pazienza, è stato solo un lampo notturno nella prima notte calda di quest’estate. Intanto il vero Patrick si gusta con voluttà gocce, pastiglie e magari anche iniezioni di ogni tipo. No, non è vero. Il Patrick di una volta è morto per sempre. Questi anni e questo Veneto non gli appartengono. Questi anni e questo Veneto appartengono al nuovo Patrick, al palestrato con la maglietta gialla e la spider rossa, per la precisione a partire da questa notte calda e silenziosa.

[dalla raccolta di racconti tutti ambientati in Veneto “Sulla Linea tra Giorno e Notte – viaggio nel Veneto del benessere e della crisi“, ed. Il Torchio, Padova 2019, sezione “Di notte”, acquistabile al link https://www.ebay.it/itm/185399540501]

Info sull'autore

Alessandro Corrado Baila administrator

Sono Alessandro Corrado Baila, uno scrittore, poeta e amante della musica. L’ascolto della musica come fonte di immagini è diventato una costante durante la scrittura. Attualmente sono disponibili per l'acquisto tre pubblicazioni.

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