Il minestrone di fagioli neri (nuova ricetta!)

DiAlessandro Corrado Baila

Il minestrone di fagioli neri (nuova ricetta!)

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Il minestrone di fagioli neri (nuova ricetta!)

Lunedì 26 settembre 2022 h 17:23 – ascoltando Deus Arrakis di Klaus Schulze (2022)

Santo cielo, che senso di stanchezza ti ha preso poche ore fa, al ritorno da scuola! Quando ti senti così, di solito la cosa migliore è andare a letto un’ora, ma avresti rischiato di svegliarti domattina al suono della sveglia, senza prepararti minimamente per il martedì mattina. Quindi hai scelto di resistere. A quanto si diceva anche in sala insegnanti, pare che una specie di minestrone nauseabondo di fagioli più o meno neri abbia vinto quelle che già da un po’ di anni e con una decisa punta di ipocrisia sono definite “votazioni”. Eh sì, perché anche ieri, con un tono retorico da dittatura, siamo stati chiamati a votare nel segreto inviolabile dell’urna elettorale, neanche avessimo ricevuto la chiamata dell’Altissimo e Onnipotente. In parole povere, abbiamo dovuto nuovamente scervellarci su quale fosse il minore dei mali su cui tracciare – magari con forza e con rabbia – una grossa croce con una matita dalla punta grossa, possibilmente impugnata come un bastone. Pare – ahimè, cosa ancor più penosa – che anche i presunti perdenti debbano dire la loro per esteso, e soprattutto discutere per filo e per segno come far risorgere le loro aziende politiche dall’apparente debacle, quando in realtà si tratta di personaggi che stanno e sono sempre stati benissimo da quando sono entrati a far parte dell’allegro teatrino itinerante della politica, sia che abbiano il volto paonazzo e la tachicardia grave a furia di fare opposizione dura, sia che gli elettori-clienti-consumatori-utenti-telespettatori – nonché ex cittadini – li abbiano chiamati a prodigarsi giorno e notte per il bene del Paese, e ad attuare finalmente le tanto agognate riforme, le stesse di cui si parla a spada tratta da oltre cinquant’anni. Cosa ancor più di triste, ascoltando alcuni colleghi ti sei reso conto che purtroppo un certo linguaggio falso è entrato anche nel cervello di alcuni insegnanti. Un esempio su tutti potrebbe essere l’ormai inflazionata “salita al Colle”, come se la cosa avesse chissà quale valore catartico, e a salire (a piedi o seduti in auto?) fino al Quirinale fossero chissà che statisti di profilo elevatissimo. Oh, scusate, qui adesso ci vuole proprio un buon sorso di caffè nero, per tirarsi su dal torpore.

17:53

E tu? Che hai da dire di ieri? Dai, confessa. Confessa che eri sì andato anche tu a tracciare quella X sulla schedina, con l’intenzione quasi di strappare la carta dalla rabbia, ma anche che, ascoltando una vecchia canzone che si intitola Sulla Terra, la voglia di esercitare il tuo diritto è evaporata come acqua sul gas, forse complice il caldo del primo pomeriggio. Sicché hai finito con il fare semplicemente un giro in tondo in auto. Che poi, al ritorno, ti sei accorto che ad esprimere il tuo voto eri stato retoricamente chiamato anche a metà giugno. Ma per cosa poi? Non ti ricordi più. A metà giugno e tante, tante altre volte nello stesso anno, dal 2015 in poi.

Qualunque sia il numero di timbri che hai adesso sulla tua carta fedeltà politica, qualunque sia il goloso premio che ti aspetta una volta completati tutti i buchi, certo è che le previsioni per i prossimi mesi sono proprio nere, anche per lo stato psicofisico tuo e di altri milioni di Italiani. Perché tutti i media di maggior diffusione, tutti prostrati e in religioso ascolto della voce del rispettivo padrone, si riempiranno giorno e notte della gente talking without speaking di Simon & Garfunkel, mentre chi avrà la disgrazia di esserne attaccato forse reagirà trasformandosi in un essere hearing without listening. Se solo avessi studiato medicina, come ti ha detto tante e tante volte mamma, quando stavi per finire il liceo! Magari ora saresti un ricercatore noto e stimato, e potresti avviare un importante studio internazionale sul rapporto tra elezioni politiche e disturbi gastrointestinali, piuttosto che cardiovascolari, nevrastenia, oppure – perché no? – anche turbe psichiatriche.

Che senso di grigiore quindi! Perché anche per i prossimi anni si ingrosserà quella lunghissima linea grigia di attorucoli senza arte né parte. Un po’ come le teorie di anime curve e dannate, che un cattivo di un vecchio cartone giapponese fa scendere in massa nell’Ade.

18:25Deus Arrakis è ripartito

Dai, adesso basta caffè! Stamattina a scuola era pieno di insegnanti e alunni con la mascherina FFP2, raffreddori, mal di gola e voci un po’ strozzate. La collega di Educazione Fisica è impazzita a furia di richieste di password, codici e dati identificativi pretesi da Google, solo per fare le normali cose di lavoro, l’insegnante di Italiano era in guerra con la stampante-fotocopiatrice, mentre all’ingresso la nuova docente di Matematica firmava un altro contratto precario. Forse però è stato meglio questo mondo, anziché le vetrine mediatiche, che di sicuro anche in questo momento trasbordano di facce di gomma, opinionisti prezzolati, e magari anche calciatori in pensione, perché in politica la metafora sportiva è sempre gradita, come il cacio sui maccheroni. Pensa al tuo lavoro, pensa ai tuoi ragazzi, che data l’età potrebbero essere tutti tuoi figli. Pensa a loro, e insegna loro a pensare con la loro bellissima testa.

[inedito, tratto dalla cartella “Diario del 2020-21-22“; riferimento a Sulla Terra dei Litfiba (1987), a The Sound Of Silence di Simon & Garfunkel (1967), a La Voce Del Padrone di Franco Battiato (1981) e al cartone animato I Cavalieri Dello Zodiaco]

 

Info sull'autore

Alessandro Corrado Baila administrator

Sono Alessandro Corrado Baila, uno scrittore, poeta e amante della musica. L’ascolto della musica come fonte di immagini è diventato una costante durante la scrittura. Attualmente sono disponibili per l'acquisto tre pubblicazioni.

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