Necrologio sarcastico

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Necrologio sarcastico 

Un pomeriggio di un giorno lavorativo qualunque, uno scrittore quarantenne fallito esce da una pasticceria di periferia di una cittadina insignificante. In pasticceria, questa sottospecie di animale letterario ha appena bevuto un caffè forte e dall’ottimo aroma, nella speranza che in testa gli si accenda finalmente l’idea di partenza di un romanzo vero. Non è certo la prima volta che il personaggio fa questo tentativo. Sul metro e 80, con la pelata, i capelli in disordine e i baffi a manubrio, questo scrittore fallito ha spesso la barba rasata male, anche perché le lamette le usa e le riusa proprio finché sembra che la barba gliel’abbia fatta il Dr. Jekyll. Quarant’anni ha il personaggio, ma si direbbe anche quasi cinquanta, visto che, oltre alla pelata, in testa ha già un bel po’ di capelli grigi, e ha anche il volto provato dalle notti insonni per i morsi della fame.

Il fallito attraversa la strada sulle strisce, ma senza prima guardare a destra e a sinistra, sbadato e con la testa fra le nuvole com’è sempre stato. Fa appena in tempo a sentire lo stridio fortissimo dei freni di un SUV, poi sente un colpo terribile al fianco sinistro, cade e batte la testa sull’asfalto. Un attimo dopo, un’altra auto di grossa cilindrata che viaggia in senso opposto lo stira meglio di un ferro AEG. Lo scrittore quarantenne fallito muore sul colpo, ma con un ottimo caffè ancora in pancia. Certo questo ex essere umano tutto dedito al disutile ha attraversato su strisce pedonali ben evidenti e dipinte a nuovo, ma sfortunatamente non avrà modo di far valere le sue ragioni in tribunale.

Chissà a cosa stava pensando il personaggio appena prima di essere investito, forse non ha guardato a destra e a sinistra prima di attraversare perché proprio in quell’istante gli era venuta l’idea che poteva cambiargli la vita. Pazienza. È morto un altro scrittore fallito. Ne danno il triste annuncio un computer vecchio, inconsolabile e pieno di musica matta, una scrivania di truciolato regalata, un guazzabuglio di aborti letterari scritti a penna e un po’ di bollette non pagate sul tavolinetto della zona cucina-soggiorno del suo monolocale in affitto. Nel caso qualcuno dei pochi parenti ancora vivi sia disponibile a saldare gli affitti arretrati e soprattutto ad accollarsi le spese del funerale, la cerimonia si terrà in luogo e data da destinarsi. Una buona notizia è però che quasi sicuramente non sarà necessario organizzare alcuna funzione religiosa, e questo per rispetto per le convinzioni anticlericali del defunto ancora fresco, che già da adolescente sbandierava a gran voce anche a scuola tutto il suo odio per qualsiasi pesantissima sovrastruttura di potere ecclesiastico. Un aspetto acuitosi sempre più negli anni, soprattutto negli ultimi, merito forse anche della fame, inframezzata a colazioni di pane secco e caffè nero, o ad altri pasti ricchi di molecole di ossigeno e idrogeno insieme.

Antefatto (composto post mortem da un anonimo)

Bisogna dire però che, prima di uscire per un caffè in pasticceria, lo scrittore quarantenne fallito si era alzato nel primo pomeriggio, e dopo essersi lavato e vestito si era subito seduto alla scrivania con carta e penna, senza prima bere nulla. Sperava il quarantenne fallito che finalmente in quel momento in cui era ancora mezzo addormentato – e, come era solito dirsi, ancora in contatto con il mondo delle Idee platoniche – sperava, dicevamo, che dalla mente ancora libera gli sarebbe sgorgata tutta in un getto la trama di un romanzo, che, come si conviene, lo avrebbe reso inviso ai critici bacchettoni e irresistibile alle donne colte. Tuttavia, da anni in quei momenti dalla mente dello scrittore fallito non sgorgavano altro che brevi spunti per poesie serafiche e piene di vecchi clichés romantici, e questo neanche ogni giorno. Nello specifico invece, quel pomeriggio, dopo che si era appena alzato, lo scrittore aveva prima sentito parte del battibecco tra una madre anziana e un figlio quasi cinquantenne, che da anni si diceva stufo e arcistufo di vivere ancora con i genitori. Subito dopo, sempre involontariamente, il quarantenne fallito si era anche dovuto sorbire a lungo l’abbaiare isterico e sfibrante di due cani addosso a un camioncino, che in quella e altre vie distribuiva come ogni giorno acqua e bevande gassate. Questi dunque i motivi di quello che di lì a breve sarebbe stato l’ultimo caffè in pasticceria.

[2018-2022; inedito tratto dalla cartella “Ritratti”, work in progress]

© Alessandro Corrado Baila 2022 – tutti i diritti riservati – vietata la riproduzione, anche parziale, a mezzo stampa o web, salvo esplicito consenso scritto da parte dell’autore

Ed ecco a voi un esempio di quella “musica matta” che affollava l’hard disk del defunto:

 

 

Info sull'autore

Alessandro Corrado Baila administrator

Sono Alessandro Corrado Baila, uno scrittore, poeta e amante della musica. L’ascolto della musica come fonte di immagini è diventato una costante durante la scrittura. Attualmente sono disponibili per l'acquisto tre pubblicazioni.

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