Sistema binario

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Sistema binario 

Ultimamente ho proprio scelto di starmene in silenzio. In un Silenzio con la S maiuscola. Nonostante tutto quel che è successo negli ultimi due anni, lo stesso ho incontrato spesso gente, ho bevuto tante volte un buon bicchiere in compagnia e ce la siamo raccontata. Ho lavorato. E non mi sono mai ammalato, neanche un raffreddore o un mal di gola. La paura me la sono cavata subito, con un solo tampone negativo al primo colpo, poi più niente. Ho avuto una fortuna sfacciata. A chi o cosa dovrò mai dire grazie per il resto dei miei giorni?

C’è una persona – che forse sta leggendo – una persona con cui non ho mai ascoltato niente di niente ogni volta che è venuta a trovarmi a casa. E dire che a trovarmi è venuta tante e tante volte, anche dal marzo 2020 in poi. Parliamo delle nostre vite, parliamo di lavoro, di come la vediamo oggi nel nostro Paese, ma anche delle cose più grandi – e inquietanti – che accadono già da mesi. Potremmo ascoltare qualsiasi cosa, ma per qualche motivo la scelta è comune. Senza bisogno di dirsi nulla. Va così e basta. E dire che per questa persona la musica è un valore secondo forse solo all’amicizia, mentre per me forse rappresenta una sfera intima che non va toccata.

Non so più in cosa credere, per cosa o contro cosa lottare, chi ascoltare e invece a chi dire “Ok, ok, ho sentito, ciao, io vado!”. Per questo ho scelto il silenzio. Un silenzio morbido e bianco, anche quando è buio. La mattina appena alzato non ascolto più niente, ora mentre scrivo invece solo il battere delle dita sui tasti. Mi accontento dello schioccare della legna secca nella stufa, dei rumori che vengono dalla strada o delle voci che escono dalle case dei vicini. O di quel che si dicono i passanti. Comincio a capire perché certi interpreti di musica di compositori si ritirano nel silenzio, dopo aver raggiunto livelli musicalmente inarrivabili.

Tutta la musica che ascolto da anni con il PC, con il telefono o in chiavetta, o ancora prima con i CD, altro non è fatta che di sequenze interminabili di 1 e 0. Tante volte, perdermi e lasciarmi rapire da un ascolto non ha voluto dire altro che impigliarmi continuamente nell’oceano bianco e afono del sistema binario. Per non parlare degli LP più recenti, che, a quanto mi hanno detto persone esperte, sono anch’essi incisi spesso a partire da musica digitale, dove qualche volta lo stesso rumore della puntina che percorre il microsolco è inserito ad arte. Qualche volta però, è anche il caso di fare un po’ di autocritica: perché anche tutto quel che al computer sto battendo ora e batto da oltre vent’anni, ogni pagina, ogni frase, ogni parola, ogni lettera, le stesse virgole o i punti fermi, tutto questo altro non è che di nuovo quel sistema binario, cui anch’io ho delegato la quasi totalità delle mie relazioni sociali. Forse per questo, qualche volta anziché scrivere al PC preferisco sempre più spesso coltivare a penna il mio diario cartaceo, soprattutto con il favore delle ore di buio e del loro silenzio ovattato, ancora prima che inizino a fischiare i merli o si sentano le prime auto di passaggio.

A long time is coming”, dicono le ultime parole del testo di un certo album uscito nel 2019, dopo che la band aveva osservato tredici anni di… silenzio. Che vorranno mai dire quelle parole? Nel frattempo, già da anni non ho più lo stomaco abbastanza forte da leggere giornali o ascoltare notizie. Sono più contento quando posso lavorare offline, oppure quando spengo la connessione dati del cellulare.

Anziché scrivere, riflettere e pensare ascoltando anche solo musica ambient, o comunque senza suono di percussioni, voglio imparare a non pensare a nulla e a svuotare la mente dal desiderio – e quindi dall’infelicità. Desiderare solo quello che ho. Anziché dirmi e ridirmi che mi manca una certa cosa, più mille altre, che arrivano presto a ruota. Ce la farò? A tutti voi auguro di imparare presto a fare così.

[dalla cartella “Diario del 2022” (work in progress) – riferimento a Fear Inoculum dei Tool (2019)]

© Alessandro Corrado Baila 2022 – tutti i diritti riservati – vietata la riproduzione, anche parziale, a mezzo stampa o web, salvo esplicito consenso scritto da parte dell’autore

Info sull'autore

Alessandro Corrado Baila administrator

Sono Alessandro Corrado Baila, uno scrittore, poeta e amante della musica. L’ascolto della musica come fonte di immagini è diventato una costante durante la scrittura. Attualmente sono disponibili per l'acquisto tre pubblicazioni.

1 commento finora

MassimoPubblicato il8:39 am - Nov 21, 2022

ciao Alessandro, a volte la musica è puro silenzio

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