Archivio degli autori Alessandro Corrado Baila

Ognissanti

Ognissanti

Il crepuscolo del giorno di Ognissanti è stato un occhio, il sole rosso e freddo il suo iride. A est il vento preparava il temporale e le nuvole coprivano la metà esatta del cielo, neanche ci fosse passato in mezzo un coltello. Lungo un viale alberato del centro storico, sotto vecchie case dalle mura affrescate, sono passate una tromba e una fisarmonica a caccia di elemosine. Hanno camminato sul prato rosso del sintetizzatore che stava ascoltando uno degli inquilini di quelle vecchie case. Dai balconi è saltato dentro gli appartamenti il ricordo di quando in centro passava ancora la banda, di quando manine ancora troppo morbide per schioccare hanno applaudito per la prima volta, senza capire bene cosa fosse quella cosa così bella che si sentiva nell’aria. Dall’ultimo piano invece è scesa in strada una pioggia di monetine e subito dopo un’infinità di grazie ha fatto il percorso inverso. Ascoltare i musicanti senza vederli ha fatto dimenticare la ferocia dei loro sfruttatori.

Poi è cominciata la pioggia, l’occhio si è bagnato e la tromba e la fisarmonica sono svanite dietro l’angolo, lungo la discesa che porta in piazza. La gattina rossa che da un balcone miagolava giù verso i musicanti è balzata in salotto per non beccarsi una zaffata d’acqua. Le imposte si sono chiuse tutte insieme.

Adesso è buio e l’occhio si è chiuso, è calato il sipario sul giorno. Lo spettacolo è finito. Anzi no, lo spettacolo continua dentro, dietro palpebre da cui pendono lunghe ciglia.

[2013; dalla raccolta di racconti brevi “Una domenica di tanti anni fa” (2016); scritto ascoltando Equinoxe di Jean-Michel Jarre (1978)]

“Voglio svegliare il mondo”

“Voglio svegliare il mondo”

“Ciao! Sono ancora cotto da ieri, Oggi ho praticamente dormito tutto il giorno”, ti dice un lunedì sera per messaggio il tuo nuovo amico Marco. Di Marco sentivi parlare da anni e anni, ma solo il giorno prima finalmente vi siete conosciuti. Vi siete conosciuti in montagna, ad un fiera della letteratura e delle arti visive, organizzata dalla responsabile di un’associazione culturale, che è letteralmente un vulcano di idee ed eventi.

Marco ha appena compiuto quarant’anni, è sul metro e 80, indossa scarpe, pantaloni e maglietta, tutti neri. Neri ha anche i capelli, un po’ lunghi, fin sotto le orecchie e la nuca. Solo qualche capello grigio. Occhi scuri, naso pronunciato, labbra spesse, viso dal colorito acceso. Il tuo nuovo amico combina la lettura di poesie con la performance. Tutt’altro che serafiche, le sue poesie parlano al pubblico e del pubblico, della nostra indignazione sterile o del nostro comodo guardare dall’altra parte. Leggi tutto

A una festa di paese

A una festa di paese

Carta, carta, carta! Carta e penna rigorosamente nera. Questo ti serve adesso, un sabato notte caldo. Devi raccontare quello che hai visto e sentito fino a poco fa, a una festa dove sei andato con una tua amica e dove c’erano diverse persone che conoscete entrambi. Una festa di paese, prima con musica dal vivo e poi con uno spettacolo circense.

Arrivate presto tu e la tua amica, ma subito notate un clown con i baffetti neri, la faccia coperta di biacca e in testa una bombetta. Cammina avanti e indietro dal bar al campo sportivo questo artista, cammina ed esegue continuamente alla perfezione un gioco di gambe con in più un bastone da passeggio. “Buonasera”, dice anche a voi il clown, che poco dopo si rivelerà un abilissimo trapezista. Leggi tutto

Sulla linea tra giorno e notte.

Viaggio nel Veneto del benessere e della crisi

Autostrada per la follia

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